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July 27, 2026Cross-Border
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Italy: La settimana nei mercati - 27 Luglio

INTRODUZIONE

La settimana appena trascorsa è stata ancora una volta condizionata dal confronto tra politica monetaria e rischio geopolitico. Le economie continuano a mostrare una discreta tenuta, ma l’aumento del petrolio e le tensioni in Medio Oriente rendono più incerto il percorso dell’inflazione e di conseguenza il percorso di politica monetaria delle banche centrali.

L’appuntamento principale è stato la riunione della BCE. Come previsto, Francoforte ha lasciato invariati i tassi d’interesse. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle parole di Christine Lagarde. La presidente ha spiegato che, dopo alcuni sviluppi inizialmente favorevoli, il nuovo peggioramento del conflitto ha riportato pressione sui costi dell’energia.

Lagarde ha ribadito che le decisioni verranno prese riunione dopo riunione, senza indicare un percorso già definito per i tassi. La possibilità di un rialzo è stata discussa, ma la scelta di mantenerli invariati è stata unanime, anche perché non sono ancora emersi chiari effetti di secondo livello sull’inflazione.

Il messaggio è stato quindi prudente: la BCE ritiene di essere ben posizionata per attendere nuovi dati, ma non considera necessariamente concluso il ciclo restrittivo. Il nuovo aumento del prezzo del petrolio rende infatti prematuro escludere ulteriori interventi nei prossimi mesi.

Sul mercato valutario, il dollaro si è leggermente rafforzato, riportando l’EUR/USD sotto area 1,1400, sostenuto dalle aspettative di una Federal Reserve ancora restrittiva e dalla tenuta dell’economia statunitense. Negli Stati Uniti, i dati preliminari dei PMI hanno mostrato un’attività economica ancora in espansione, trainata soprattutto dal settore dei servizi. Questa settimana l’attenzione si sposterà sulla riunione della Federal Reserve, in programma mercoledì. Lo scenario più probabile resta quello di tassi invariati, anche se il rialzo del petrolio delle ultime sedute e le tensioni geopolitiche hanno reso la decisione meno scontata. Gli operatori di mercato si concentreranno quindi sul tono di Kevin Warsh e alla possibilità che la Fed mantenga aperta la porta a un rialzo nei prossimi mesi.

Nel Regno Unito, l’inflazione annuale (giugno) è scesa al 2,6%, dal 2,8% di maggio. Il rallentamento è stato favorito soprattutto dalla diminuzione dei prezzi dei carburanti, mentre l’inflazione core è rimasta stabile e quella dei servizi è scesa solo marginalmente. La pubblicazione del dato ha indebolito la sterlina nei confronti dell’euro, riportando l’EUR/GBP sopra area 0,85. La BoE si riunirà nella giornata di giovedì, ma il consensus degli analisti non prevede modifica dell’attuale livello dei tassi.

Il principale fattore di instabilità rimane quindi il Medio Oriente. Gli attacchi tra Stati Uniti e Iran hanno continuato a limitare il traffico nello Stretto di Hormuz, spingendo il Brent vicino ai 100 dollari al barile e aumentando i costi di trasporto e assicurazione delle navi.

Nel fine settimana, la sospensione temporanea degli attacchi ha favorito un calo del petrolio, ma il traffico attraverso Hormuz rimane molto inferiore rispetto alla normalità. La situazione resta quindi fragile e una nuova escalation potrebbe riportare rapidamente pressione sui prezzi energetici e sulle aspettative di inflazione.

STATI UNITI

  • PMI composito (preliminare): 53,6 punti.

  • PMI dei servizi (preliminare): 53,6 punti.

  • PMI manifatturiero (preliminare): 53,8 punti.

REGNO UNITO

  • Inflazione annuale: 2,6%, dal 2,8% di maggio.

  • Inflazione mensile: +0,1%.

  • Inflazione core: 2,6%, invariata.

  • Inflazione dei servizi: 3,6%, dal 3,7%.

EUROZONA

La BCE ha lasciato invariati i principali tassi di interesse.

  • Tasso sui depositi: 2,25%.

  • Operazioni di rifinanziamento principali: 2,40%.

  • Rifinanziamento marginale: 2,65%.

  • L'indice ZEW Sentiment della Germania è salito a 26,3 punti (da 10,5), superando le attese e indicando un forte miglioramento della fiducia degli investitori

CONCLUSIONI

La settimana ha mostrato una BCE ancora prudente, un rallentamento dell’inflazione britannica e un’economia statunitense complessivamente solida. Sul mercato valutario, l’EUR/USD è sceso sotto area 1,14, mentre l’indebolimento della sterlina ha riportato l’EUR/GBP sopra 0,85.

Questa settimana l’attenzione sarà concentrata sulla riunione della Federal Reserve, che si svolgerà mercoledì. Lo scenario principale rimane quello di tassi invariati al 3,50–3,75%, sostenuto dal rallentamento dell’inflazione osservato a giugno. Il forte aumento del petrolio, la solidità dell’attività economica e il tono restrittivo di alcuni membri della Fed hanno mantenuto aperta la possibilità che la Fed debba valutare ulteriori rialzi nei prossimi mesi.

Molto dipenderà dal tono di Kevin Warsh. Anche in caso di tassi invariati, il presidente potrebbe sottolineare che l’inflazione resta troppo elevata e lasciare aperta la possibilità di intervenire nelle riunioni successive. La maggior parte degli analisti continua comunque a prevedere una pausa questa settimana, accompagnata da un messaggio prudente e restrittivo.

Anche la Bank of Japan, nella riunione fissata per venerdì, dovrebbe mantenere il tasso fermo all’1%, mentre nel Regno Unito il recente rallentamento dell’inflazione e la debolezza della domanda rendono al momento poco probabile un nuovo rialzo da parte della Bank of England.

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