Italy: La settimana nei mercati - 18 Maggio
INTRODUZIONE
La settimana ha riportato al centro dell’attenzione degli operatori di mercato due temi principali. Da una parte il confronto tra Stati Uniti e Iran, con trattative che sembrano ancora in una fase di stallo. Dall’altra, il rapporto tra Washington e Pechino, riportato in primo piano dal vertice tra Trump e Xi Jinping.
Sul fronte mediorientale, i canali tra Washington e Teheran restano aperti, ma un accordo parrebbe ancora lontano. Il principale punto di frizione resta il tema sul nucleare sull’arricchimento dell’uranio. I commenti di Trump su nuovi possibili bombardamenti in Iran non hanno favorito un raffredamento delle quotazioni del greggio. Abbiamo visto infatti il Brent risalire in area 108.
Il vertice USA-Cina invece sembra aver avuto un esito migliore di quanto il mercato si aspettasse, con possibili accordi commerciali su semiconduttori e terre rare, anche se parrebbe ancora rimanere irrisolta la questione Taiwan.
Sul fronte macroeconomico, il dato più importante della settimana è arrivato dagli Stati Uniti: l’inflazione di aprile ha mostrato una nuova accelerazione, seguita a ruota dall’aumento dei prezzi alla produzione. Vendite al dettaglio e fiducia dei consumatori hanno dato segnali poco brillanti, suggerendo che nonostante la crescita continui a reggere i consumi interni siano in flessione.
Spostandoci in Europa, i nuovi dati sul PIL confermano una crescita debole.
Sul fronte valutario abbiamo visto un rafforzamento del dollaro, che si è riportato in area 1.16. Secondo gli analisti, il dollaro sembrerebbe essere sostenuto da vari fattori: un possibile riavvicinamento politico e commerciale tra Washington e Pechino, il rischio di un prolugamento delle trattative tra USA e Iran e un’inflazione in aumento negli Stati Uniti che potrebbe portare la Fed a valutare un aumento dei tassi di riferimento.
STATI UNITI
• Inflazione USA (aprile): +3,8% vs +3,7% atteso vs 3,3% rilevazione marzo.
• PPI (aprile): +1,0% vs 0,3% atteso vs +0,2% rilevazione marzo.
EUROZONA
• ZEW Germania (maggio): -9,1 vs -21,6 atteso vs -20,4 rilevazione aprile.
• PIL eurozona: il dato flash indica una crescita su base annuale al +0,8% e del +0,1% su base trimestrale.
CONCLUSIONI
La settimana ha confermato un quadro ancora segnato dall’incertezza. Il meeting USA-Cina ha ricordato che il rischio geopolitico non riguarda solo il Medio Oriente, ma anche tecnologia, supply chain e commercio globale. Al contempo, la questione Iran / Hormuz resta il principale driver di breve periodo, in quanto continua a influenzare direttamente petrolio, dollaro e aspettative di inflazione.
Per la prossima settimana il mercato continuerà a guardare soprattutto quattro fattori: gli sviluppi dei negoziati con l’Iran e la tenuta operativa di Hormuz, la capacità del petrolio di restare lontano dai massimi di fine aprile, l’evoluzione dei rapporti tra Washington e Pechino su tecnologia e commercio, e i prossimi dati macroeconomici soprattutto i dati sull’inflazione nell’eurozona e nel Regno Unito che verranno pubblicati questa settimana.
