Italy: La settimana nei mercati - 8 aprile 2024.

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La scorsa settimana abbiamo visto una volatilità elevata nel mercato dei cambi, con EUR-USD che si e’ mosso nel range 1.0720 / 1.0870, guidato principalmente dai dati in uscita. Abbiamo avuto infatti diversi spunti sia per quanto riguarda gli importanti dati macroeconomici pubblicati, prevalentemente statunitensi ma anche europei, sia per quanto riguarda i numerosi interventi di Banchieri centrali che si sono susseguiti nei giorni scorsi.

Tra gli indicatori di maggior rilievo abbiamo avuto anche i c.d. Non Farm Payroll, pubblicati venerdì, che segnalano il numero di nuovi occupati dell’economia americana registrati nel mese precedente eccetto il settore agricolo. I dati di inizio Aprile sono usciti molto al di sopra delle aspettative (303k vs 200k) e al di sopra del dato precedente pari a 270k. Gli operatori sono in attesa del dato inflazione US in uscita mercoledì, che potrà aiutare le loro considerazioni sui prossimi tagli della FED.

Negli Stati Uniti, i dati relativi al PMI e all'ISM nel settore manifatturiero sono stati inferiori alle aspettative, il che secondo alcuni potrebbe spingere la Federal Reserve ad agire con maggiore urgenza sui tagli dei tassi. Tuttavia, durante un discorso alla Stanford University, Jerome Powell ha affermato che persistono incertezze sulla tempistica dei tagli, in quanto manca ancora l'evidenza di un ritracciamento dell'inflazione verso il target del 2%. La maggior parte degli operatori rimangono comunque dell’idea che vi sarà un taglio di 25 bp a giugno.

Nel Regno Unito, l'unico dato degno di nota è stato il PMI dei servizi, che ha sorpreso con un calo rispetto al mese precedente e al di sotto delle aspettative, pur restando al di sopra della soglia critica dei 50.

In Europa invece il focus è stato sicuramente la pubblicazione dei dati PMI e dell’inflazione preliminare in area Euro pubblicata mercoledì, cha ha fatto registrare un rallentamento su base annua: abbiamo visto infatti l’inflazione scendere al 2,4% su base annua nel mese di Marzo, valore al di sotto delle aspettative (2,5%) e in calo rispetto al valore precedente pari al 2,6%.

I dati principali previsti per questa settimana sono l'inflazione statunitense di mercoledi, che ci aiuterà a contestualizzare i commenti di Powell della scorsa settimana, seguita da PPI e richieste di disoccupazione giovedì. Sempre giovedì, la BCE prenderà una decisione sui tassi di interesse. Nonostante non ci si aspetti una modifica dei tassi, investitori e analisti seguiranno con attenzione la conferenza stampa per cogliere eventuali indicazioni della Lagarde rispetto a un possibile taglio a giugno. Inoltre, questa settimana avremo anche i dati sull'inflazione dalla Cina e quelli sul PIL del Regno Unito.

Stati Uniti

Per questa settimana abbiamo in calendario diversi dati interessanti, tra cui anche la pubblicazione dei verbali dell’ultimo meeting FOMC (Federal Open Market Committee), organismo della FED che si occupa della politica monetaria, previsto per mercoledi. Il Governatore Powell in un intervento di mercoledi scorso ha ribadito che per agire significativamente sui tassi d’interesse bisognerà attendere delle conferme più significative di quelle attuali circa il calo dell’inflazione, che continua a permanere su livelli giudicati ancora troppo elevati.

Il dato sull’occupazione (NFP) di venerdi ha sorpreso il mercato con un numero di occupati ben al di sopra delle aspettative; questa settimana abbiamo inflazione US e verbali FOMC che potrebbero portare volatilità sul Dollaro, in base ai dati e alle informazioni condivise ma anche a come gli investitori interpreteranno tali informazioni.

Europa

Alla luce degli interventi delle banche centrali e dei dati macroeconomici pubblicati nelle ultime settimane, gli operatori di mercato danno al momento una probabilità dell 85% che la BCE tagli i tassi a Giugno mentre quella di una mossa da parte della fed e’ solo del 60%. Ci si aspetta quindi che in Europa la banca centrale possa tagliare i tassi prima degli Stati Uniti, aspettative che sostengono il dollaro americano.

Il dato più atteso della scorsa settimana era quello sull’inflazione in eurozona, pubblicato mercoledi. L’incremento dei prezzi su base annuale ha stupito al ribasso, attestandosi al 2.4%, inferiore non solo al dato precdedente pari al 2.6% ma anche alle attese che erano posizionate su un dato pari a 2.5%. Lo stesso giorno è stato pubblicato il dato riguardo il tasso di disoccupazione nel mese di febbraio che si è confermato come il dato precedente pari al 6.5%, leggermente superiore alle attese.

Questa settimana invece abbiamo la riunione della BCE in calendario per giovedì: gli operatori di mercato non si aspettano modifiche sui tassi, e alla possibilita’ di un taglio dei tassi e’ attribuita una probabilita’ del 10%. L’attenzione sarà comunque concentrata sulle parole della Lagarde per cogliere eventuali indicazioni.

Conclusioni

Gli operatori di mercato si interrogano su quando le principali economie inizieranno ad allentare la politica monetaria restrittiva implementata per controllare l’inflazione. I dati marcoeconomici su livello dei prezzi, crescita economica e mercato del lavoro vengono analizzati con molta attenzione per prevedere le prossime mosse delle banche centrali mentre al contempo rimane preoccupazione per le tensioni geopolitiche. Questa settimana, con diversi dati in uscita e l’intervento della BCE, gli operatori prevedono potrebbero esserci delle oscillazioni importanti nel mercato dei cambi.


Calendario economico:


Author

Marco Piga

Marco Piga

Regional Director, Sales and Dealing Italy

Marco è Regional Director di Corpay Italia. Vanta un’approfondita conoscenza dei mercati finanziari mondiali fondata su più di 15 anni di esperienza nel settore. Oltre a dirigere il team in Italia, gestisce e controlla attivamente le posizioni dei clienti.

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