Italy: La settimana nei mercati - 4 marzo 2024.

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Un’altra settimana caratterizzata da incertezza sui mercati: i dati macroeconomici continuano a dipingere un quadro contrastante nelle principali economie mondiali e, di conseguenza, aumentano le perplessità sul percorso che le principali Banche Centrali decideranno di intraprendere nei prossimi mesi.

Lato US il dato relativo all’indice PCE – Personal Consumers Expenditures - principale indicatore utilizzato dalla Federal Reserve come misura del livello di inflazione, si è rivelato in aumento ma in linea con le attese, inducendo molti investitori a modificare le proprie aspettative sul primo taglio dei tassi. Se infatti nei giorni scorsi una riduzione da parte della Fed veniva in larga parte prevista nel meeting di giugno, dopo l’uscita del dato di giovedi scorso le aspettative si sono posizionate sul meeting di Luglio. Molti ritengono infatti che l’inflazione negli Stati Uniti sia spinta dalla crescita dei consumi interni sostenuti a loro volta dall’incremento dei salari, per questa ragione il processo di rientro dell’inflazione potrebbe essere più lento rispetto a quello in Europa dove invece l’inflazione è più che altro “importata”.

In Europa, la stima Flash del dato sull’inflazione vede continuare il percorso di decrescita della pressione inflazionistica ma ad un ritmo meno intenso rispetto a quanto previsto. Si è passati infatti da un 2,8% del mese di Gennaio ad un 2,6% del mese di Febbraio su base annuale. Anche l’inflazione Core, che esclude i costi per generi alimentari ed energia, ha restituito un dato superiore alle aspettative.

In Giappone, l’inflazione rallenta per il terzo mese consecutivo, ma meno del previsto; guadagnano quindi terreno le tesi secondo le quali la politica ultra accomodante della Bank of Japan sia prossima ad un cambio di rotta nei mesi a seguire.

In Cina, invece, il PMI manifatturiero è sceso a 49,1 a febbraio 2024 da 49,2 del mese precedente, in linea con le previsioni di mercato. Si è trattato del quinto mese consecutivo di contrazione dell’attività industriale - lo sono tutti i valori sotto 50 - per l’impatto della settimana di festeggiamenti legati al Capodanno lunare, con la maggior parte delle fabbriche chiuse. Il tutto in attesa del principale evento politico dell’anno in Cina, il Congresso nazionale del popolo, che prenderà il via martedì prossimo, quando il presidente Xi Jinping condividerà con il Partito la sua visione economica stabilendo obiettivi di crescita e rendendo noti gli stimoli fiscali per il 2024.

Questa settimana l’attenzione sarà rivolta lato US ai dati PMI dei servizi, i Non-Farm Payrolls e la dichiarazione di Powell a Washington DC, mentre lato EU segnaliamo i dati sul PIL e la riunione di politica monetaria della BCE.

Europa

La settimana si è aperta con l’intervento della presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha sottolineato il ruolo delle pressioni salariali sull'inflazione nell'eurozona e ribadito la volontà nel garantire la stabilità dei prezzi confermando come, dopo un’espansione dell’attività economica nel 2022 e una certa debolezza nel 2023, ci siano segnali di un’inversione di tendenza e quindi una ripresa nel corso del 2024, nonostante i prezzi elevati dell’energia e l’instabilità geopolitica siano sempre minacce da non sottovalutare.

Durante la seduta di giovedì scorso sono arrivati diversi dati dalla Germania tra i quali il tasso di disoccupazione salito al 5,9% contro il 5,8% del mese precedente. L’ufficio di statistica federale tedesca ha anche pubblicato il dato sui prezzi al consumo che si è rilevato migliore rispetto alle stime di mercato: 2,5% contro 2,6% previsto su base annuale, dato più basso da agosto 2021. Infine nella giornata di venerdì scorso sono arrivati i dati sul settore manifatturiero che si sono rilevati in peggioramento. In Germania l’indice dei direttori degli acquisti è sceso a 42,5 punti nel mese di febbraio rispetto ai 45,5 punti di gennaio (massimo da 11 mesi).

Sempre nella giornata di venerdì è stato pubblicato il dato più importante della settimana per la zona Euro, la stima flash del livello di inflazione, che conferma il trend di decrescita anche se più contenuto rispetto a quanto previsto su base annuale, mentre in crescita su base mensile (+0,6% Febbraio vs -0,4% Gennaio).

Stati Uniti

Lo scorso mercoledì abbiamo osservato un lieve rallentamento nella crescita del PIL statunitense, attestandosi al 3,2% nel quarto trimestre rispetto al 3,3% previsto dalle stime precedenti della prima lettura, secondo i dati pubblicati dal Dipartimento del Commercio statunitense.

Il focus della settimana era orientato principalmente alla pubblicazione dei dati sulle spese personali e redditi personali, oltre che all’indice PCE, indicatore dell’aumento medio dei prezzi per tutti i consumi personali nazionali ed utilizzato dalla Fed come misura del livello di inflazione, che ha fatto registrare un incremento su base annua rispetto al mese precedente (0,4% vs 0,1%) ma tuttavia in linea con le attese. Da sottolineare il dato sulle richieste di sussidi di disoccupazione, che hanno registrato 215 mila unità, in aumento sia rispetto al dato precedente che rispetto alle attese.

Nonostante i dati mostrino un rallentamento della crescita e un aumento della disoccupazione, sembra che non cambierà la narrativa di attesa per dati più robusti sui tanto attesi tagli dei tassi d'interesse. Infine, i commenti di Mary Daly, presidente della Federal Reserve di San Francisco, durante un'intervista a Bloomberg, evidenziano che la FED sia in attesa di maggiori certezze sul calo dell'inflazione prima di procedere con un primo taglio dei tassi, sottolineando tuttavia che non vi sia comunque la necessità di aspettare il raggiungimento del target del 2%.

Conclusioni

Questa settimana la BCE divulgherà le nuove scelte di politica monetaria: non sono attese sorpese, in quanto è quasi certo che i tassi rimarranno invariati. Saranno invece le parole di Christine Lagarde a poter influenzare le aspettative degli analisti sui futuri tagli durante l’anno. Giovedì anche Powell terrà una conferenza dalla quale potrebbero emergere informazioni utili a capire quando sarà il primo taglio che ad ora è atteso non prima di giugno. La settimana si chiuderà con il dato sulle buste paga dei settori non agricoli che sappiamo essere importante per le scelte della Fed.


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Author

Marco Piga

Marco Piga

Regional Director, Sales and Dealing Italy

Marco è Regional Director di Corpay Italia. Vanta un’approfondita conoscenza dei mercati finanziari mondiali fondata su più di 15 anni di esperienza nel settore. Oltre a dirigere il team in Italia, gestisce e controlla attivamente le posizioni dei clienti.

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