Italy: La settimana nei mercati - 26 febbraio 2024

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Si è conclusa una settimana frenetica sui mercati finanziari a seguito della pubblicazione dei verbali della FED e BCE e di dati macroeconomici. Il mercato dei cambi è stato caratterizzato da una notevole altalenanza: EUR/USD ha guadagnato terreno passando da livelli intorno a 1,0770 di inizio settimana, a massimi intorno a 1.0890 che non si vedevano da inizio mese, quando a seguito dell’uscita dei sorprendenti dati sul mercato del lavoro americano, l’EUR/USD venne trascinato verso il basso. Una boccata d’aria dunque per la moneta unica che per il momento rimane sopra quota 1,0800. La scorsa settimana abbiamo visto come la crescita dell'azionariato americano, in particolare la performance straordinaria di NVIDIA che, battendo le attese sugli earnings degli analisti ha registrato un +16%, abbia portato ad un aumento della propensione al rischio sui mercati, influenzando l'andamento delle principali valute.

In Eurozona il focus della settimana era sulla pubblicazione delle minute della BCE, sull’Indice dei prezzi al consumo e sull’indice PMI. In particolare, quest’ultimo è risalito a 48,9 punti a Febbraio, il valore più elevato da 8 mesi (a Gennaio si era attestato 47,9 punti). Il valore rimane comunque al di sotto della soglia di 50 punti, che indica lo spartiacque tra contrazione ed espansione economica. Un barlume di speranza arriva tuttavia dal settore dei servizi dove lo stesso indice è tornato a quota 50 punti. Continua a rappresentare un freno invece il settore manifatturiero che registra un forte calo della produzione e un rallentamento dei nuovi ordini.

Negli Stati Uniti, la solida performance dei PMI conferma la robustezza dell’economia americana che continua a sostenere il biglietto verde. Anche il mercato del lavoro contina a mostrare resilienza, nonostante la politica monetaria restrittiva adottata dalla FED, con una richiesta di sussidi di disoccupazione ancora in calo. La forza del mercato del lavoro riduce l'urgenza per la Federal Reserve di iniziare a tagliare i tassi di interesse, narrativa confermata anche delle minute del FOMC.

Mentre in USA ed Europa si lotta contro un’inflazione ancora persistente, in Canada sembra registrarsi un’inversione di rotta con un’importante flessione verso il basso rispetto al dato precedente (2,9% vs 3,4). Il dato ha favorito un aumento delle probabilità di un primo taglio dei tassi di interesse nei prossimi mesi.

Nel Regno Unito, i recenti dati PMI suggeriscono un'inversione di tendenza, con segnali positivi nel settore dei servizi che potrebbero indicare una possibile uscita dalla recessione. Tuttavia, il settore manifatturiero rimane ancora in difficoltà.

Questa settimana sarà interessante seguire martedì i dati sull'inflazione in Giappone, il quale, entrato recentemente in recessione, potrebbe avere meno spazio per moderare la sua politica monetaria ultra-acomodante. Mercoledì, avremo i dati sul PIL statunitense e giovedì i dati sull’Indice dei prezzi per spese personali (PCE), l’indicatore preferito dalla Fed come misura della pressione inflazionistica. Venerdì saranno previsti i dati sull'inflazione dell'UE e nel corso della settimana saranno inoltre pubblicati i dati sulla fiducia dei consumatori nell'UE e negli USA.

Stati Uniti

La scorsa settimana abbiam visto un dollaro inizialmente in calo, supportato poi a fine settimana dai PMI statunitensi che confermano la solidità economica del paese. Nello specifico, i PMI manifatturieri sono in crescita e sopra le attese, attestandosi, nella stima flash, a 51,5 dai 50,7 precedenti. In calo, ma comunque sempre in territorio positivo la crescita dei PMI dei servizi 51,3 vs 52,5 precedenti.

Dalla pubblicazione delle minute è emerso che molto probabilmente la Fed ritarderà i tagli dei tassi, dimostrando un atteggiamento orientato alla cautela sui prossimi passi da compiere sul fronte della politica monetaria. A supportare questo atteggiamento anche i dati sull’inflazione, pubblicati la scorsa settimana, peggiori delle attese, con i prezzi al consumo a Gennaio saliti oltre le aspettative.

intanto, ancora in calo le richieste inziali di sussidi di disoccupazione, che scendono a 201k dai 213k precedenti, indice dell’ottimo stato di salute del mercato del lavoro.

Rimane grande incertezza su quando avremo il primo taglio dei tassi; l'ultimo risale al Marzo 2020 per combattere gli effetti negativi della pandemia di coronavirus sull’economia americana.

Europa

Il dato sull’inflazione in area euro si è attestato al 2,8% in calo dello 0,1% rispetto al dato di Gennaio. Su base mensile, invece, il dato ha fatto registrare un -0,4% contro il +0,2 dell’ultima rilevazione. Entrambi i dati hanno confermato le attese degli analisti. La pubblicazione delle minute della BCE conferma l’avversione della banca nei confronti di un imminente taglio dei tassi. I banchieri infatti, in linea con le precedenti parole della Lagarde, considerano il rischio di un taglio dei tassi precoce superiore a quello di un taglio troppo tardivo. Dunque, anche se l’inflazione non ha mostrato ulteriori segnali di incremento, sembra piuttosto evidente che la BCE punti alla cautela e non sia ancora pronta a considerare un taglio dei tassi di interesse.

I recenti dati PMI indicano segnali contrastanti: se da un lato si intravede un miglioramento nell'attività nel settore dei servizi, dall'altro il settore manifatturiero continua a mostrare debolezza, evidenziando una recessione persistente nella produzione. Inoltre, si osserva un allargamento del divario economico tra le diverse economie della zona euro, con la Francia che registra segnali incoraggianti mentre la Germania mostra segni di rallentamento.

Conclusioni

Sia BCE che FED hanno ribadito che non sono ancora state prese decisioni su eventuali tagli dei tassi e che tutto dipenderà dai dati in uscita. Gli operatori di mercato stanno dunque analizzando con attenzione i dati macro in uscita in Eurozona e Stati Uniti e le dichiarazioni dei membri delle banche centrali per cercare di prevedere quali saranno le prossime mosse di politica monetaria. Vediamo quindi un mercato denotato da alta volatilità e movimenti trainati dalle notizie in uscita.


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Author

Marco Piga

Marco Piga

Regional Director, Sales and Dealing Italy

Marco è Regional Director di Corpay Italia. Vanta un’approfondita conoscenza dei mercati finanzari mondiali fondata su più di 15 anni di esperienza nel settore. Oltre a dirigere il team in Italia, gestisce e controlla attivamente le posizioni dei clienti.

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