Italy: La settimana nei mercati - 22 aprile 2024.

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Durante la scorsa settimana abbiamo assistito a un consolidamento del biglietto verde contro euro, arrivando a livelli che non vedevamo da novembre 2023 poco al di sopra dell’1.06.

Il cross EUR/USD sconta un cambiamento nelle aspettative rispetto alle prossime mosse delle banche centrali: a inizio anno le attese di mercato erano per sette tagli da parte della FED e sei per la BCE, ma al momento si sono ridotte rispettivamente a soli due tagli per la FED, probabilmente a partire da Settembre, e tre per la BCE, con l’aspettativa che il primo taglio possa avvenire già a giugno.

Contestualmente preoccupano molto le tensioni geopolitiche in Russia/Ucraina e l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, elemento che favorisce il dollaro in quanto valuta rifugio.

Nel Regno Unito, negativi i dati sul mercato del lavoro che vedono un’aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione rispetto al dato precedente e una mancata crescita dei salari medi. Il tasso di disoccupazione, reso noto lo scorso martedì, registra un +4,2% relativo al mese di febbraio, maggiore sia del dato precedente che delle aspettative. Mercoledì sono stati pubblicati i dati sull’inflazione relativi al mese di marzo che su base annua diminuisce ma meno del previsto: l’ultimo valore era pari a 3,4% mentre il dato attuale è pari al 3,2%, comunque maggiore delle attese che prevedevano una contrazione al 3,1%. Il governatore della Banca d'Inghilterra, Andrew Bailey, nel suo intervento a Washington in occasione della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20, ha posto l’attenzione sul futuro andamento del livello di inflazione UK, affermando di aspettarsi un forte calo verso l'obiettivo del 2% nel mese prossimo.

Settimana ricca di dati per la Cina: sono stati pubblicati i dati sul PIL, con un dato che ha stupito posizionandosi a +5.3%, maggiore delle attese e del dato precedente. Anche la produzione industriale, benchè minore del dato precedente, ha battuto le attese mentre il dato sulla disoccupazione, come previsto, è stato pari al 5,2%, in leggero miglioramento.

In Giappone, l'inflazione core è rallentata a marzo in linea con le aspetattive, come hanno mostrato i dati di venerdì, mentre gli analisti affermano che la debolezza dello yen potrebbe complicare le decisioni politiche della banca centrale.

Analizziando più nel dettaglio:

Europa

La Bce sembra orientata a ridurre il costo del denaro già a giugno, come lasciato intendere dal vicepresidente Luis de Guindos in un recente intervento, secondo cui “se la traiettoria dell’inflazione sarà confermata potrà essere opportuno un taglio tassi”. A rappresentare un elemento di forte incertezza per la crescita del Vecchio Continente sono i prezzi delle materie prime dal momento che la zona euro è storicamente un grande importatore di energia e l’escalation di tensioni in Medio Oriente non fa che aumentare tali preoccupazioni. Anche la numero uno dell’Eurotower, Christine Lagarde, intervenendo giovedi da Washington in occasione della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20, ha confermato che il comitato direttivo della Banca Centrale Europea monitora con particolare attenzione le oscillazioni dei prezzi di gas e petrolio, ma si mostra fiduciosa e conforme alle attese sul trend ribassista dell’inflazione nell’area euro.

Lo scorso lunedì, l’Eurostat ha pubblicato il dato sulla produzione industriale relativa al mese di febbraio che ha fatto registrare un rialzo dello 0,8% nell’area euro rispetto al -3% del mese di gennaio.In aumento la fiducia degli investitori istituzionali in Germania con l’indice tedesco Zew che è salito a 43,9 ad aprile rispetto al 33,5 di marzo ed ai 37,2 punti attesi dagli analisti. Durante la seduta di mercoledì, l’Eurostat, ha confermato, come previsto dai mercati, il calo dell’inflazione al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio. Su base mensile, invece, i prezzi al consumo hanno fatto registrare un +0,8% rispetto al +0,6% del mese precedente rispettando le attese degli analisti.

Stati Uniti

La settimana scorsa è stata caratterizzata da pochi dati macroeconomici di rilievo. Interessanti invece gli interventi del membro del FOMC, John Williams, e del Presidente della FED Powell nella giornata di Martedì. Entrambi hanno dimostrato di non avere alcuna fretta nel tagliare i tassi di interesse a causa dell’andamento superiore alle attese dell’inflazione, sostenendo che la politica monetaria continuerà ad essere restrittiva finchè non ci saranno evidenze di un effettiva e concreta discesa del livello di inflazione.

La scorsa settimana inoltre sono giunti nuovi segnali a conferma della solidità dell’economia americana con i dati sulle vendite al dettaglio in aumento rispetto alle attese. Le vendite al dettaglio hanno visto un aumento dello 0,7% contro lo 0,4% atteso nel mese di Marzo. Nessun dato a sorpresa sul mercato del lavoro, con richieste di disoccupazione che si attestano intorno alle 212 mila unità, esattamente come il dato precedente.

Conclusioni

L’aumento delle tensioni in Medio Oriente contribuisce a incrementare il senso di incertezza, spingendo i mercati alla cautela e favorendo le valute rifugio. Il dollaro americano, già forte per i dati economici e del mercato del lavoro USA che sembrano far procrastinare la decisione della FED sul momento in cui iniziare a tagliare i tassi di interesse, ne trae quindi ulteriore vantaggio. Molti analisti hanno rivisto ora le loro aspettative, posizionandosi sulla forza del dollaro; questo preoccupa diversi interlocutori, dai paesi emergenti che hanno debito in USD alle economie del G7, per le quali una valuta nazionale debole potrebbe voler dire un aumento dell’inflazione domestica e dunque un ritardo nel taglio dei tassi.

Il mercato prevede ora un taglio di soli 25-50 punti base da qui a fine anno, con il primo allentamento probabilmente non prima di settembre. Sui mercati valutari, la scorsa settimana, il dollaro ha raggiunto il massimo da cinque mesi contro euro e questa settimana vedremo interessanti dati macroeconomici lato US che forniranno preziose informazioni per la FED e le sue future decisioni di politica monetaria.


Calendario economico:


Author

Marco Piga

Marco Piga

Regional Director, Sales and Dealing Italy

Marco è Regional Director di Corpay Italia. Vanta un’approfondita conoscenza dei mercati finanziari mondiali fondata su più di 15 anni di esperienza nel settore. Oltre a dirigere il team in Italia, gestisce e controlla attivamente le posizioni dei clienti.

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