Italy: La settimana nei mercati - 15 Gennaio 2024

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Il dato più importante della scorsa settimana è stato quello sull’inflazione americana, reso pubblico lo scorso giovedì, che ha marcato valori in rialzo al 3,4% rispetto alle attese del 3,2% sul dato annuale, e dello 0,3% rispetto alle aspettative sul dato mensile atteso a 0,2%. Il dato in aumento sull’inflazione andrebbe a mitigare le prospettive di un taglio dei tassi da parte della Fed già a Marzo, posizione avallata anche dalle recenti dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Bank di New York, John Williams, il quale ha dichiarato che è ancora troppo presto per procedere con tagli dei tassi e che la FED ha ancora molta strada da fare per riportare l'inflazione al target del 2%.

A fargli eco dal Vecchio Continente Isabel Schnabel, membro tedesco del board BCE, che ha affermato: “L’inflazione si è attenuata, ma le pressioni sui prezzi di fondo rimangono elevate. I tassi ufficiali devono essere sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario a garantire che l'inflazione ritorni in modo sostenibile al 2%”.

Il Regno Unito, dopo aver chiuso l'anno con dati economici deboli, potrebbe essere destinato a un cambio di rotta nella politica monetaria. Il governatore della BoE, Bailey, parlando al parlamento, ha affermato che l'economia ha iniziato il nuovo anno in condizioni migliori del previsto. Parallelamente, tre importanti istituti di previsione suggeriscono una possibile riduzione del tasso di inflazione al 2% entro aprile (livello per ora ancora lontano) che se raggiunto potrebbe spingere la Banca d'Inghilterra ad anticipare una riduzione dei tassi di interesse. Sarà importante quindi seguire il dato su inflazione in uscita mercoledi; segnali positivi sono giunti a fine scorsa settimana con la pubblicazione dei dati sul PIL che vedono una timida crescita sia su base annua che mensile.

Spostandoci nel continente asiatico, continua il deprezzamento dello yen, parallelamente alla diminuzione delle aspettative per un rialzo dei tassi. Calano i livelli di inflazione di Tokyo con un valore inferiore alle aspettative e contestualmente si registra una contrazione nella crescita dei salari. Gli analisti dubitano quindi che in questo contesto la Bank of Japan si senta di abbandonare la propria politica monetaria ultraespansiva.

Anche in Cina sono stati pubblicati i dati sull’inflazione che conferma su base annuale valori in diminuzione. I prezzi al consumo a Dicembre sono scesi dello 0,3% su base annua, facendo registrare il terzo mese consecutivo di calo. Le esportazioni annuali della Cina sono calate per la prima volta dal 2016, segnando un -4,6% rispetto al 2022. Tale rallentamento è dovuto al calo della domanda dei beni made in China con l’eccezione della domanda di automobili che al contrario, secondo i dati doganali cinesi, è aumentata del 69% rispetto al 2022.

Dal fronte geopolitico, continuano le escalation dei ribelli Houthi dello Yemen che lo scorso martedi hanno condotto un attacco nel Mar Rosso con droni e missili. A seguito di questo attacco è arrivata la risposta degli Stati Uniti e Regno Unito, i quali hanno abbattuto 21 tra droni e missili lanciati dal gruppo sostenuto dall'Iran. Gli operatori di mercato monitorano costantemente i potenziali effetti sul dollaro statunitense, sui prezzi del petrolio e dei trasporti. A tal proposito occorre precisare che dal Mar Rosso erano soliti transitare circa il 30% del commercio marittimo mondiale e il 40% di quello italiano. Si registrano dunque già i primi ritardi sia lato import che lato export e i costi di spedizione dei container sono quasi quintuplicati anche a causa della deviazione di molte compagnie di navigazione verso la più tranquilla ma anche più lunga rotta che transita da Capo di Buona Speranza.

Infine la scorsa settimana abbiamo avuto le importanti elezioni in Taiwan che hanno visto la vittoria di William Lai, candidato del partito democratico progressista, che ha ringraziato gli USA per il sostegno alla democrazia del paese. La Cina, che negli ultimi mesi ha fatto sentire la sua presenza militare vicino all’isola, ha ribadito che “Taiwan fa parte dell’unica Cina”. Potrebbero quindi aumentare le tensioni geopolitiche, con il ministro della difesa taiwanese che ha rilevato nelle ultime ore diversi aerei e navi militari nei pressi dell’isola.

Questa settimana avremo molti dati interessanti in arrivo: dall'UE i dati sulla produzione industriale e sull'inflazione, dal Regno Unito i dati su disoccupazione e inflazione, dagli Stati Uniti le vendite al dettaglio e la produzione industriale e per finire dal Giappone i dati sull'inflazione.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti, i policymaker della Federal Reserve potrebbero essere meno inclini a ridurre i tassi di interesse già a marzo dopo che i dati più recenti hanno mostrato un aumento dell'inflazione a dicembre. La pressione inflazionistica si mostra dunque ancora forte e la Fed ha bisogno di ulteriori evidenze in grado di confermare che il livello di inflazione si stia effettivamente indirizzando verso l’obiettivo del 2%, prima di intraprendere azioni sulla politica dei tassi. A tal proposito sembrerebbe più probabile lo scenario che prevede l’inizio dei tagli del costo del denaro non prima del secondo trimestre. Tuttavia il mercato sconta ancora una probabilità del 65% di un primo taglio dei tassi a marzo.

Numerosi analisti sostengono che l’inflazione, sia negli Stati Uniti che in Europa, si trovi in un chiaro trend discendente ormai da più di un anno e a livelli non lontani dai target delle banche centrali. Un’eventuale riaccelerazione di qualche dato mensile quindi non cambierebbe il quadro; la Fed potrebbe mantenere i tassi invariati più a lungo di quanto sconta il mercato se l’economia rimarrà resiliente e il mercato del lavoro sostenuto. Le prossime settimane ed i successivi dati in uscita saranno cruciali in vista del FOMC del 31 gennaio e potranno fornire maggiori segnali riguardo al timing atteso per un taglio dei tassi.

Europa

Settimana povera di dati proventi dall’Eurozona. L’istituto nazionale di statistica tedesco ha pubblicato il dato sulla produzione industriale in Germania che si è rivelato in calo dello 0,7% su base mensile. Si tratta del sesto calo consecutivo. Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è sceso al 6,4% mentre il mercato attendeva una conferma al 6,5% come da ultima rilevazione.

I recenti sviluppi sull'inflazione e un’economia in rallentamento sembrano avvicinare il momento di un alleggerimento della politica monetaria della BCE. La Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha dichiarato che i tassi di interesse nella zona euro hanno raggiunto il loro apice. Tuttavia, la Lagarde si è astenuta dal fornire una data precisa per un possibile taglio dei tassi rimanendo cauta e sottolineando che “la battaglia contro l'inflazione verrà vinta”.

Il bollettino economico della Bce ha confermato come nel terzo trimestre del 2023 si sia registrata una leggera contrazione ma che un rafforzamento è previsto nel primo trimestre del 2024. Tutto questo grazie al calo dell’inflazione, alla crescita dei salari ed al mantenimento del dato sull’occupazione. I dati in uscita nei prossimi giorni forniranno interessanti spunti di riflessione per i membri del Consiglio direttivo della BCE in vista della riunione del 25 gennaio, i quali cercheranno di bilanciare una politica sufficientemente restrittiva per contenere l'inflazione, con una politica in grado di evitare recessioni.

Conclusioni

Le recenti escalations dei conflitti in Medio Oriente, con gli attacchi dei ribelli Houthi e le azioni dell'Iran, cosi come le tensioni su Taiwan alimentano le tensioni sui mercati; potrebbe un aumento nei costi di spedizione e del petrolio avere conseguenze sull’inflazione?

Nelle prossime settimane, con le riunioni delle principali Banche Centrali e l’uscita di ulteriori dati che possano meglio orientare le decisioni di politica monetaria, avremo maggiori elementi che ci permetteranno di delineare gli sviluppi economici e le ripercussioni sui principali cross valutari. Intanto investitori e analisti seguiranno con attenzione i dati previsti nei prossimi giorni, con particolare focus su inflazione in EU, UK, Canada e Giappone.


Calendario economico:


Author

Marco Piga

Marco Piga

Regional Director, Sales and Dealing Italy

Marco è Regional Director di Corpay Italia. Vanta un’approfondita conoscenza dei mercati finanzari mondiali fondata su più di 15 anni di esperienza nel settore. Oltre a dirigere il team in Italia, gestisce e controlla attivamente le posizioni dei clienti.

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